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Cenni sui meccanismi d’azione dei farmaci antivirali ad azione diretta (DAA)

Fonte: salute.regione.emilia-romagna.it

modello-hcv-interosezioneNegli ultimi tre anni si è assistito a un radicale cambiamento delle prospettive terapeutiche per i malati di epatite C. Fino a pochi anni fa lo standard di cura era costituito dall’associazione di interferone peghilato e ribavirina, che, pur consentendo la guarigione in una discreta percentuale di casi, provocava effetti collaterali in una quota non trascurabile di pazienti, di grado tale da comportare la sospensione Prematura del trattamento nel 10-20% dei soggetti trattati. Nel 2011 sono stati commercializzati i primi antivirali ad azione diretta (DAA) appartenenti alla classe degli inibitori delle proteasi: boceprevir e telaprevir che inibiscono la proteasi che determina il clivaggio fra i frammenti NS3 e NS 4A della poliproteina virale. Sono da utilizzare in associazione con interferone e ribavirina nei pazienti con epatite C di genotipo 1 (con l’esclusione dei pazienti con cirrosi scompensata). La loro efficacia associata però a effetti collaterali importanti che si aggiungono a quelli dell’interferone e della ribavirina ne ha limitato l’utilizzo clinico. Leggi il resto di questa voce

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