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L’epatite C e le cure “proibitive”. Il caso del marsalese Pietro Alagna

SoviHep

Fonte: Tp24.it

I Governi dell’ultimo ventennio, d’accordo con le più grandi multinazionali del farmaco, hanno ben capito che incentivare la progressione di una malattia, piuttosto che ricercarne la cura, è un’enorme fonte di guadagno.

E’ il caso dell’Epatite C, malattia del fegato causata dal virus HCV che causa, dapprima, un malfunzionamento epatico, poi la cicatrizzazione del tessuto epatico (cirrosi), e più tardi lo sviluppo del carcinoma epatico.

La malattia, spesso silente per anni dopo il contagio, è così diffusa per via delle infezioni contratte, nei decenni passati, con l’utilizzo di sangue infetto e materiale non sterilizzato correttamente.

Il nostro paese conta circa 800 mila persone affette da HCV.

Il trattamento dell’epatite C ha subito un notevole progresso. Sino a poco tempo fa la percentuale di successo dei farmaci si attestava soltanto intorno al 50%, per via dei pesantissimi effetti collaterali degli stessi. Leggi il resto di questa voce

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