Cenni sui meccanismi d’azione dei farmaci antivirali ad azione diretta (DAA)

Fonte: salute.regione.emilia-romagna.it

modello-hcv-interosezioneNegli ultimi tre anni si è assistito a un radicale cambiamento delle prospettive terapeutiche per i malati di epatite C. Fino a pochi anni fa lo standard di cura era costituito dall’associazione di interferone peghilato e ribavirina, che, pur consentendo la guarigione in una discreta percentuale di casi, provocava effetti collaterali in una quota non trascurabile di pazienti, di grado tale da comportare la sospensione Prematura del trattamento nel 10-20% dei soggetti trattati. Nel 2011 sono stati commercializzati i primi antivirali ad azione diretta (DAA) appartenenti alla classe degli inibitori delle proteasi: boceprevir e telaprevir che inibiscono la proteasi che determina il clivaggio fra i frammenti NS3 e NS 4A della poliproteina virale. Sono da utilizzare in associazione con interferone e ribavirina nei pazienti con epatite C di genotipo 1 (con l’esclusione dei pazienti con cirrosi scompensata). La loro efficacia associata però a effetti collaterali importanti che si aggiungono a quelli dell’interferone e della ribavirina ne ha limitato l’utilizzo clinico. Leggi il resto di questa voce

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Melazzini affetto da Sla alla guida dell’Aifa: «So cos’è la malattia»

Il primo ingresso da presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) nello storico palazzo di via del Tritone a Roma, Mario Melazzini l’ha fatto pochi giorni fa con un obiettivo preciso: capire quali problemi potrebbe avere con la sua sedia a rotelle. Il nuovo uomo del farmaco in Italia, nominato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin dopo le dimissioni di Sergio Pecorelli per le accuse di conflitto di interesse, è un medico di 57 anni con la sclerosi laterale amiotrofica. I malati di Sla sono spesso in condizioni disperate: tracheotomizzati, muti, paralizzati e nutriti con un sondino. L’aspettativa media di vita non supera i tre anni. Melazzini, a quasi 14 anni da quel 17 febbraio 2002 quando il piede sinistro non è riuscito ad agganciare il pedale della bicicletta per i 40 chilometri di corsa quotidiana, ha accettato l’ennesima sfida: mettersi al timone di un mercato che muove 30 miliardi di euro e che decide con quali medicine dobbiamo curarci. La sua scommessa ora è di riuscire a fare arrivare a tutti anche i farmaci più costosi e innovativi, spesso considerati insostenibili economicamente per ampie platee di pazienti, come quelli per l’Epatite C: «So che cosa vuole dire essere malati – dice al Corriere -. Spenderò tutto me stesso per l’equità delle cure, una battaglia peraltro già iniziata dall’attuale direttore generale di Aifa Luca Pani».

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L’epatite C e le cure “proibitive”. Il caso del marsalese Pietro Alagna

SoviHep

Fonte: Tp24.it

I Governi dell’ultimo ventennio, d’accordo con le più grandi multinazionali del farmaco, hanno ben capito che incentivare la progressione di una malattia, piuttosto che ricercarne la cura, è un’enorme fonte di guadagno.

E’ il caso dell’Epatite C, malattia del fegato causata dal virus HCV che causa, dapprima, un malfunzionamento epatico, poi la cicatrizzazione del tessuto epatico (cirrosi), e più tardi lo sviluppo del carcinoma epatico.

La malattia, spesso silente per anni dopo il contagio, è così diffusa per via delle infezioni contratte, nei decenni passati, con l’utilizzo di sangue infetto e materiale non sterilizzato correttamente.

Il nostro paese conta circa 800 mila persone affette da HCV.

Il trattamento dell’epatite C ha subito un notevole progresso. Sino a poco tempo fa la percentuale di successo dei farmaci si attestava soltanto intorno al 50%, per via dei pesantissimi effetti collaterali degli stessi. Leggi il resto di questa voce

Sangue infetto, la Corte Europea dei diritti umani: risarcire 350 cittadini

scandalo trasfusioniFonte: Repubblica Salute

Lo Stato condannato per i ritardi dei risarcimenti: dovrà oltre 10 milioni di euro a chi è stato contagiato da Hiv, epatiti B e C dopo emotrasfusioni. Monchiero, Sc: “Sentenza va applicata, ora le autorità competenti paghino”. Il ministero della Salute: “Strasburgo ha riconosciuto il nostro ruolo nel risarcimento ai danneggiati”. Le persone infettate che hanno presentato domanda di risarcimento o allo Stato o alle Regioni sono 26 mila.

STRASBURGO – La Corte europea dei diritti umani ha condannato lo Stato italiano a risarcire 350 cittadini infettati da vari virus (Aids, epatite B e C) attraverso le trasfusioni di sangue che hanno effettuato durante un ciclo di cure o un’operazione. Il totale dei risarcimenti di 10 milioni di euro. L’organismo di
Strasburgo ha rivelato che diverse persone “sono state infettate da vari virus (Hiv, epatite B, epatite C) durante trasfusioni per trattamenti curativi o interventi chirurgici”.

La condanna per i ritardi. La sentenza sostiene che la legislazione italiana è sufficiente, ma lamenta ritardi enormi superiori ai sette anni che comportano la condanna dello Stato per danni morali dovuti ai tempi troppo lunghi della giustizia. Il trattamento attuale di indennizzo è stato considerato adeguato. La sentenza è scaturita da un ricorso presentato dall’Associazione giovanile talassemici di Lecce nel giugno del 2012, rappresentata dall’avvocato Paola Perrone. “Si tratta di una causa pilota – ha commentato il legale – attorno al quale sono stati riuniti gli altri ricorsi in materia presentati sul territorio nazionale”. Leggi il resto di questa voce

Oltre 31 mila i pazienti già avviati ai trattamenti orali per HCV

HCV greenFonte: Corriere Salute

Sono 31.184 i pazienti con epatite C che in 13 mesi – da dicembre 2014 all’11 gennaio di quest’anno – sono stati «avviati» al trattamento con i nuovi farmaci antivirali. I dati sulle nuove terapie per la cura dell’epatite C cronica, raccolti dai registri di monitoraggio dell’Agenzia italiana del farmaco, da fine dicembre si possono trovare online, aggiornati con cadenza settimanale, sul portale dell’Aifa . Ogni settimana si riportano informazioni aggiornate, sotto forma di grafici, sul trend dei trattamenti avviati, per criterio e anche per Regioni.

Al momento per sette gruppi di pazienti

Per ora possono accedere alle nuove terapie a carico del Servizio sanitario nazionale solo sette gruppi di pazienti. «Si è reso inizialmente necessario individuare una strategia di accesso modulata sulla base dell’urgenza clinica al trattamento – ricorda l’Aifa – .

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In arrivo 45 super-farmaci Curano dai tumori all’epatite C

FarmaciaFonte: La Stampa Società

Presto in Italia potremo contare su 45 nuovi farmaci che offrono risposte mediche non soddisfatte sino a ora. Hanno passato il vaglio del centro statunitense Fda e in una nota l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, fa sapere che 27 di questi hanno ottenuto «la revisione prioritaria, per essere portati il più rapidamente possibile sul mercato nostrano».

Già nei prossimi mesi si potrà quindi contare su un nuovo farmaco contro la fibrosi cistica, il cancro al seno, contro l’ipercolesterolemia così come l’insufficienza cardiaca. E nel lungo elenco c’è anche il «Daklinza» per i malati di epatite C, che riapre il problema dei rimborsi ministeriali dei super-farmaci contro un virus che causa 11 mila morti l’anno.

Molecole innovative

Dietro un nuovo farmaco, non c’è sempre un nuovo principio attivo. Sono infatti centinaia ogni anno le varianti approvate di prodotti già esistenti. Questi 45, invece, rientrano in un sottoinsieme più ristretto di nuove autorizzazioni che porteranno in Italia molecole non ancora commercializzate e che, secondo l’Aifa, «faranno progredire in maniera significativa l’offerta terapeutica per i pazienti e la salute pubblica in generale, con un alto potenziale in termini d’impatto sulla qualità delle terapie». Questi medicinali presentano infatti meccanismi di azione diversi da quelli attualmente in mercato. Ma a far la differenza saranno i costi e l’inserimento, o meno, nella categoria dei farmaci rimborsati dal sistema nazionale.   Leggi il resto di questa voce