Cenni sui meccanismi d’azione dei farmaci antivirali ad azione diretta (DAA)

Fonte: salute.regione.emilia-romagna.it

modello-hcv-interosezioneNegli ultimi tre anni si è assistito a un radicale cambiamento delle prospettive terapeutiche per i malati di epatite C. Fino a pochi anni fa lo standard di cura era costituito dall’associazione di interferone peghilato e ribavirina, che, pur consentendo la guarigione in una discreta percentuale di casi, provocava effetti collaterali in una quota non trascurabile di pazienti, di grado tale da comportare la sospensione Prematura del trattamento nel 10-20% dei soggetti trattati. Nel 2011 sono stati commercializzati i primi antivirali ad azione diretta (DAA) appartenenti alla classe degli inibitori delle proteasi: boceprevir e telaprevir che inibiscono la proteasi che determina il clivaggio fra i frammenti NS3 e NS 4A della poliproteina virale. Sono da utilizzare in associazione con interferone e ribavirina nei pazienti con epatite C di genotipo 1 (con l’esclusione dei pazienti con cirrosi scompensata). La loro efficacia associata però a effetti collaterali importanti che si aggiungono a quelli dell’interferone e della ribavirina ne ha limitato l’utilizzo clinico.

Da gennaio 2014 sono stati commercializzati in Europa una lunga serie di nuovi DAA:

  • sofosbuvir, inibitore nucleosidico della RNA polimerasi NS 5B e prodotto dalla ditta americana Gilead Sciences;
  • simeprevir (Janssen-Cilag) che appartiene alla stessa classe di boceprevir e telaprevir
  • daclatasvir (BMS) inibitore della proteina NS 5A;
  • l’associazione precostituita di sofosbivir + ledipasvir (inibitore della proteina NS 5A Gilead Sciences).
  • l’associazione precostituita di paritaprevir/ritonavir/ombitasvir da associare quando necessario a dasabuvir (AbbVie). Paritaprevir condivide il meccanismo d’azione con simeprevir ed è busterato con ritonavir; ombitasvir appartiene alla stessa classe di daclatasvie e ledipasvir. Dasabuvir è un inibitore non nucleosidico della RNA polimerasi NS 5B.

La fig. 1 schematizza la classificazione dei DAA in commercio in Italia sulla base del loro meccanismo d’azione.

meccanismo-dazione-daa

In base ai risultati degli studi clinici ora disponibili, i regimi terapeutici a base di questi farmaci sembrano consentire la guarigione (definita come risposta virale sostenuta, o SVR) in un’alta percentuale di casi (dal 70% a oltre il 90%), variabile secondo il genotipo, del grado di fibrosi e della progressione dell’epatopatia. Inoltre, tali regimi sembrano essere al tempo stesso più tollerabili e sicuri rispetto a quelli contenenti gli inibitori delle proteasi della precedente generazione (boceprebvir e telaprevir). La possibilità di utilizzare combinazioni di DAA senza l’aggiunta d’interferone e in alcuni casi anche di ribavirina, aumenta sensibilmente le probabilità di guarigione, riduce la tossicità della terapia e ne aumenta la compliance. Ciò consente di trattare efficacemente anche i genotipi più difficili e i pazienti maggiormente compromes si compresi quelli che non hanno risposto a regimi a base d’interferone o che non lo tollerano o non possono assumerlo per la presenza di controindicazioni (AISF 2014).

Anche per i DAA, durante il trattamento, esiste la possibilità di selezionare varianti virali resistenti che possono rendersi responsabili di un fallimento terapeutico. I vari DAA differiscono, infatti, per l’entità della barriera genetica e le varianti genetiche del virus per la capacità di adattamento e la velocità di replicazione (viral fitness) .

Dall’interazione fra tali fattori deriva la maggiore o minore probabilità di fallimento terapeutico.

Di fronte ad un fallimento è quindi di estrema importanza, al fine di definire una nuova strategia terapeutica, valutare l’anamnesi farmacologica del singolo paziente in rapporto alla sua condizione clinica.

L’isolamento delle varianti resistenti e la caratterizzazione delle mutazioni possono rappresentare un elemento conoscitivo utile, anche se a oggi sono scarse le conoscenze delle ricadute cliniche dei risultati ottenuti in vitro.

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Informazioni su Coordinamento Operatori Bassa Soglia Piemonte

Il Coordinamento degli operatori dei servizi a bassa soglia del Piemonte è un coordinamento nato “dal basso” nel 1999 tra operatori sia delle ASL che del privato sociale, in attività presso servizi ed interventi di bassa soglia della Regione Piemonte, quali drop in, unità di strada, dormitori, servizi di pronta accoglienza e assistenza socio-sanitaria. E’ composto da diverse figure professionali (medici, psicologi, infermieri, educatori, assistenti sociali, operatori pari), volontari e consumatori di droghe. Gli scopi del coordinamento sono: migliorare la comunicazione tra servizi; ottimizzare il lavoro di rete a favore di un miglior servizio agli utenti; formazione e autoformazione; studi e ricerche per l’innovazione; comunicazione e coinvolgimento delle pubbliche istituzioni; sensibilizzazione, attivazione e negoziazione per una miglior qualità delle politiche e degli interventi nel campo delle emarginazioni urbane e delle dipendenze. La Regione Piemonte ha una “lunga tradizione” di strutture di facile accessibilità, il Coordinamento, una tra le pochissime esperienze a livello nazionale, ne è la conferma. La scelta di creare un Coordinamento che fosse rappresentativo dei lavoratori che operano nei servizi a bassa soglia e degli utenti, ha permesso di fare un importante lavoro teorico e formativo in un ambito che non aveva ancora sviluppato un pensiero condiviso. La bassa soglia è un area di lavoro relativamente nuova che ha avuto bisogno di intraprendere una ricerca ed una condivisione concettuale sugli ambiti del proprio intervento. Inoltre, l’essere nato dall’esigenza degli operatori di cui è rappresentativo e non dei servizi ha permesso di proporsi come soggetto “politico” e poter prendere parola e posizione su alcuni temi. Il Coordinamento vuole proporsi, anche, come laboratorio di promozione di una nuova cultura dell’agire sociale e degli interventi relativi alle dipendenze.

Pubblicato il 20 giugno 2016, in Farmaci con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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