In arrivo 45 super-farmaci Curano dai tumori all’epatite C

FarmaciaFonte: La Stampa Società

Presto in Italia potremo contare su 45 nuovi farmaci che offrono risposte mediche non soddisfatte sino a ora. Hanno passato il vaglio del centro statunitense Fda e in una nota l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, fa sapere che 27 di questi hanno ottenuto «la revisione prioritaria, per essere portati il più rapidamente possibile sul mercato nostrano».

Già nei prossimi mesi si potrà quindi contare su un nuovo farmaco contro la fibrosi cistica, il cancro al seno, contro l’ipercolesterolemia così come l’insufficienza cardiaca. E nel lungo elenco c’è anche il «Daklinza» per i malati di epatite C, che riapre il problema dei rimborsi ministeriali dei super-farmaci contro un virus che causa 11 mila morti l’anno.

Molecole innovative

Dietro un nuovo farmaco, non c’è sempre un nuovo principio attivo. Sono infatti centinaia ogni anno le varianti approvate di prodotti già esistenti. Questi 45, invece, rientrano in un sottoinsieme più ristretto di nuove autorizzazioni che porteranno in Italia molecole non ancora commercializzate e che, secondo l’Aifa, «faranno progredire in maniera significativa l’offerta terapeutica per i pazienti e la salute pubblica in generale, con un alto potenziale in termini d’impatto sulla qualità delle terapie». Questi medicinali presentano infatti meccanismi di azione diversi da quelli attualmente in mercato. Ma a far la differenza saranno i costi e l’inserimento, o meno, nella categoria dei farmaci rimborsati dal sistema nazionale.  

Dal colesterolo al cancro

Molti dei nuovi farmaci sono stati studiati per malattie rare come il «Kanuma» per il deficit di lipasi acida lisosomiale (malattia genetica ereditaria che non permette all’organismo di produrre l’enzima per metabolizzare i grassi), l’«Orkambi» per la fibrosi cistica e il «Xuriden», per i pazienti con oroticoaciduria ereditaria (patologia che può causare anomalie del sangue come anemia e riduzione dei globuli bianchi). Altri sono contro patologie oncologiche, come mieloma, melanoma, cancro del polmone e al seno. Ma ci sono alcuni destinati a migliorare la vita di milioni di malati, come il «Praluent» contro l’ipercolesterolemia, l’«Entresto», per l’insufficienza cardiaca, e il «Corlanor», che promette di ridurre l’ospedalizzazione nei cardiopatici.

Situazione al vaglio

In via di approvazione c’è anche il «Daklinza» per il trattamento dell’epatite C, che si andrà a sommare al «Sovaldi», «Viekirax» ed «Exviera», i tre super-farmaci per cui si è scatenato il problema di costi di produzione e rimborsi del ministero. Nonostante la legge approvata nel 2014 che prevede il finanziamento per la somministrazione di farmaci innovativi, le Regioni non hanno ricevuto i fondi ma ottenuto un rimborso attraverso note di credito farmaceutiche. Situazione sotto il vaglio dell’Antitrust, che sta bloccando la cura di migliaia di malati. Solo per i 2 mila pazienti piemontesi servirebbero 49 milioni in caso di impiego di «Viekirax» e 74 milioni per il «Sovaldi».

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Informazioni su Coordinamento Operatori Bassa Soglia Piemonte

Il Coordinamento degli operatori dei servizi a bassa soglia del Piemonte è un coordinamento nato “dal basso” nel 1999 tra operatori sia delle ASL che del privato sociale, in attività presso servizi ed interventi di bassa soglia della Regione Piemonte, quali drop in, unità di strada, dormitori, servizi di pronta accoglienza e assistenza socio-sanitaria. E’ composto da diverse figure professionali (medici, psicologi, infermieri, educatori, assistenti sociali, operatori pari), volontari e consumatori di droghe. Gli scopi del coordinamento sono: migliorare la comunicazione tra servizi; ottimizzare il lavoro di rete a favore di un miglior servizio agli utenti; formazione e autoformazione; studi e ricerche per l’innovazione; comunicazione e coinvolgimento delle pubbliche istituzioni; sensibilizzazione, attivazione e negoziazione per una miglior qualità delle politiche e degli interventi nel campo delle emarginazioni urbane e delle dipendenze. La Regione Piemonte ha una “lunga tradizione” di strutture di facile accessibilità, il Coordinamento, una tra le pochissime esperienze a livello nazionale, ne è la conferma. La scelta di creare un Coordinamento che fosse rappresentativo dei lavoratori che operano nei servizi a bassa soglia e degli utenti, ha permesso di fare un importante lavoro teorico e formativo in un ambito che non aveva ancora sviluppato un pensiero condiviso. La bassa soglia è un area di lavoro relativamente nuova che ha avuto bisogno di intraprendere una ricerca ed una condivisione concettuale sugli ambiti del proprio intervento. Inoltre, l’essere nato dall’esigenza degli operatori di cui è rappresentativo e non dei servizi ha permesso di proporsi come soggetto “politico” e poter prendere parola e posizione su alcuni temi. Il Coordinamento vuole proporsi, anche, come laboratorio di promozione di una nuova cultura dell’agire sociale e degli interventi relativi alle dipendenze.

Pubblicato il 9 gennaio 2016, in Notizie con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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