Epatite C. Programmando bene si possono curare tutti i pazienti

EpacFonte: Libero Quotidiano Salute

E’ tempo di sostituire gli attuali criteri di accesso ai nuovi farmaci con linee guida basate sull’urgenza clinica e sociale e istituire un modello semplificato di acquisto e gestione amministrativo-contabile dei farmaci innovativi che eviti ostacoli burocratici, legati ai bilanci delle Regioni. Riuscire a curare tutti i pazienti con epatite C, evitando discriminazioni nell’accesso ai farmaci e garantendo allo stesso tempo la sostenibilità del sistema. Questo l’obiettivo del I Forum Parlamentare HCV ‘Epatite C: curare tutti i pazienti in modo sostenibile è possibile’ svoltosi oggi in Senato, alla presenza del Ministro della Salute e dei parlamentari di tutte le forze politiche attivi nella lotta all’epatite, per fare il punto sullo stato dell’arte sull’epatite in Italia. “Le stime di EpaC ci dicono che possiamo nei prossimi cinque anni eradicare la malattia dal nostro Paese, e questa è una sfida entusiasmante per il Sistema Sanitario Nazionale e per il Parlamento che ha sostenuto fin da subito l’idea di un fondo per i farmaci innovativi” ha detto il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “L’Agenzia Italiana del Farmaco è al fianco dei pazienti con l’obiettivo di garantire la tutela della salute a cominciare da coloro che hanno una priorità di accesso ai nuovi farmaci innovativi non differibile. In questo percorso non semplice l’Agenzia è attenta a cogliere le evidenze scientifiche e le possibilità di ampliamento dei limiti di utilizzo di questi farmaci a coloro che possono beneficiare, anche compatibilmente con le risorse purtroppo limitate. Il Governo ha assunto un’iniziativa senza precedenti con l’istituzione del Fondo che rappresenta una possibilità di finanziamento altrimenti critica in un momento difficile per la sostenibilità del SSN”, ha aggiunto il dottor Pierluigi Russo, Coordinatore Area Strategia e Politiche del Farmaco Aifa.

Sino ad oggi, mancava un dato fondamentale per avviare una programmazione di eradicazione nazionale dell’epatite C: una stima realistica del numero dei pazienti eleggibili ad un trattamento antivirale. L’Associazione EpaC Onlus ha quindi deciso con le sue forze ed in modo indipendente di avviare una ricerca lunga e complessa, durata un anno, basata sulle esenzioni per patologia da epatite C ottenendo i dati direttamente dalle singole Regioni e/o ASL, indagando successivamente altri aspetti come pazienti malati con esenzioni diverse, pazienti guariti ma con esenzione, ed altri elementi che concorrono a formare una stima complessiva realistica. Sono circa 160/180mila i pazienti con HCV eleggibili ad un trattamento antivirale con i farmaci innovativi, cifra di gran lunga inferiore rispetto a quella sinora stimata in Italia. Contestualmente, per capire l’impatto economico sul Servizio Sanitario Nazionale, EpaC ha chiesto all’Università di Roma ‘Tor Vergata’ (CEIS-EEHTA), partendo da uno studio precedentemente pubblicato sulla riduzione dei costi (Mennini et al., 2015), di stimare l’impatto economico usando questa popolazione e considerando i livelli di prezzo decrescente negli anni dei nuovi farmaci. Nell’ipotesi in cui si decidesse di trattare 30.000 pazienti ogni anno, al 2022 avremmo una spesa complessiva di 2.5/2.8 miliardi di euro (con una spesa media per paziente trattato di circa € 15.000). Considerando un recente studio (Mennini et al., 2015) che ha stimato una riduzione di costo attribuibile ai livelli di efficacia dei nuovi farmaci anti-HCV pari a € 12.500 per paziente trattato già a partire dal 2018, l’investimento proposto sembra avere tutti i criteri di una sostenibilità economico-finanziaria.

“La nostra Associazione è riuscita a colmare un vuoto informativo sul quale si erano radicate numerose speculazioni e favoleggiati numeri inverosimili, alimentando una ingiustificata ipotesi di insostenibilità per la cura di tutti i pazienti con epatite C. A questo punto è fondamentale rifinanziare, ma anche scorporare e rendere indipendente il fondo per i farmaci innovativi dal fondo previsto per la spesa ospedaliera al fine di utilizzare il 100% delle risorse vincolate esclusivamente per l’acquisto di farmaci innovativi. Sento il dovere di ringraziare tutti coloro che hanno collaborato, comprese le regioni, pazienti, e centri ospedalieri. La giornata di oggi è stata da noi fortemente voluta, e ringrazio sentitamente tutti i parlamentari oggi presenti, che stanno sostenendo la nostra causa, e in particolar modo il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha da sempre considerato l’eradicazione dell‘HCV una priorità per il nostro Paese”, ha dichiarato Ivan Gardini, Presidente EpaC Onlus. “L’informazione rilevante rimane in ogni caso quella relativa alla quantificazione dei pazienti diagnosticati ed eleggibili al trattamento. Infatti, con una informazione più dettagliata rispetto al recente passato diviene più agevole per il decisore organizzare, da una parte, in maniera più efficiente il percorso assistenziale e, dall’altra, programmare la spesa e le conseguenti risorse da mettere a disposizione negli anni a venire (disponibilità a pagare). Nuovamente, grazie a questi dati il nostro studio potrebbe permettere ai decisori di programmare in maniera più precisa e consapevole, già a partire dal 2016-2017, il trattamento dei pazienti eleggibili, compresi quelli con gradi di fibrosi da F0 a F2 (sono anche quei pazienti caratterizzati da un miglior rapporto costo efficacia)”, ha spiegato Francesco Saverio Mennini, Research Director, Centre for Economic Evaluation and HTA (EEHTA), Università di Roma ‘Tor Vergata’.

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Informazioni su Coordinamento Operatori Bassa Soglia Piemonte

Il Coordinamento degli operatori dei servizi a bassa soglia del Piemonte è un coordinamento nato “dal basso” nel 1999 tra operatori sia delle ASL che del privato sociale, in attività presso servizi ed interventi di bassa soglia della Regione Piemonte, quali drop in, unità di strada, dormitori, servizi di pronta accoglienza e assistenza socio-sanitaria. E’ composto da diverse figure professionali (medici, psicologi, infermieri, educatori, assistenti sociali, operatori pari), volontari e consumatori di droghe. Gli scopi del coordinamento sono: migliorare la comunicazione tra servizi; ottimizzare il lavoro di rete a favore di un miglior servizio agli utenti; formazione e autoformazione; studi e ricerche per l’innovazione; comunicazione e coinvolgimento delle pubbliche istituzioni; sensibilizzazione, attivazione e negoziazione per una miglior qualità delle politiche e degli interventi nel campo delle emarginazioni urbane e delle dipendenze. La Regione Piemonte ha una “lunga tradizione” di strutture di facile accessibilità, il Coordinamento, una tra le pochissime esperienze a livello nazionale, ne è la conferma. La scelta di creare un Coordinamento che fosse rappresentativo dei lavoratori che operano nei servizi a bassa soglia e degli utenti, ha permesso di fare un importante lavoro teorico e formativo in un ambito che non aveva ancora sviluppato un pensiero condiviso. La bassa soglia è un area di lavoro relativamente nuova che ha avuto bisogno di intraprendere una ricerca ed una condivisione concettuale sugli ambiti del proprio intervento. Inoltre, l’essere nato dall’esigenza degli operatori di cui è rappresentativo e non dei servizi ha permesso di proporsi come soggetto “politico” e poter prendere parola e posizione su alcuni temi. Il Coordinamento vuole proporsi, anche, come laboratorio di promozione di una nuova cultura dell’agire sociale e degli interventi relativi alle dipendenze.

Pubblicato il 5 novembre 2015, in Notizie, Ricerche con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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